I termini “tornado” e “tromba d’aria” sono sinonimi. Purtroppo, negli ultimi anni, specie in ambito giornalistico, il termine tromba d’aria è stato spesso usato a sproposito associandolo ad ogni evento di vento intenso o a raffiche di downburst in uscita da temporali.
Ricordiamo che il tornado è una colonna d’aria in forte rotazione, a contatto col terreno, dal diametro che varia da qualche metro a qualche km (In Italia, in effetti, non sono mai stati registrati tornado con un diametro superiore a qualche centinaio di metri).
Altra confusione è stata generata dal fatto che, in alcuni articoli scientifici molto datati e in qualche dizionario, si cita la distinzione secondo la quale una tromba sia una sorta di tornado meno intenso e piccolo.
Questo è errato per alcune semplici ragioni: l’intensità dei tornado è valutata sulla base della scala Fujita, esistono tornado con piccoli diametri (rope tornado) con velocità dei venti elevate, così come tornado piuttosto larghi ma poco intensi; è chiaro dunque come una distinzione di questo tipo non porti ad alcun chiarimento.
Le uniche distinzioni sono tra tromba d’aria (o tornado che dir si voglia) mesociclonica e tromba d’aria non mesociclonica.
Ognuno di questi – che sia piccolo, esteso, duraturo o no – è valutato in base alla scala Fujita che ne stima l’intensità dei venti. I tornado mesociclonici, in genere i più intensi, sono quelli originati sotto al mesociclone (la corrente ascendente e rotante) di una supercella.
Gli altri tornado, chiamati landspouts si formano a partire da un qualunque cumulonembo o cumulo congesto.
I landspouts sono generalmente più deboli e non superano il grado F2 della scala Fujita; Le trombe marine che raggiungono la costa vengono inoltre classificate come tornado.
Nel nostro lavoro, la classificazione avviene utilizzando la scala Fujita (F) applicata all’analisi dei danni tramite immagini e video, si può dunque considerare una stima non certa al 100%.
Dal 2014, in Italia, sono solamente 5 i tornado a cui è stata proposta una classificazione, sulla base di una precisa applicazione della scala Enhanced Fujita (EF), realizzata da Meteo in Veneto, dall’ingegnere Davide Rosa, Marco Rabito, Alberto Gobbi e altri.
I quali sono precisamente: Dolo (08/07/2015 – EF3), Morgano (14/08/2015 – EF2), Campagnola Cremasca (06/06/2017 – EF2), Leno (06/06/2017 – EF1), Leno (06/06/2017 – EF1).
Questo post è stato modificato il 26 Dicembre 2023 11:22
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